Se il gioco è la vostra passione visitate il
Musée Suisse du Jeu
Roger Caillois, sociologo francese che ha scritto negli anni '50 uno dei testi fondamentali per chiunque voglia avvicinarsi allo studio del gioco ("La maschera e l'uomo"), chiamava questi due elementi "Ludus" e "Paidia". Un modo colto per riassumere due concetti realtivamente semplici che riconducono sostanzialmente alla capacità di avere il gioco sotto il nostro controllo oppure alla consapevolezza che l'esito di quello che faremo sarà per noi una sorpresa determinata esclusivamente dal gioco stesso. Volendo collocare ai due estremi di questa ipotetica scala di valori due giochi noti a tutti potremmo mettere le slot machine da un lato e gli scacchi dall'altro. Ovviamente si tratta di una semplificazione, ma piuttosto efficace, perchè ci consente di avere due punti di riferimento precisi, anche nei riguardi del tipo di emozioni che si provano giocando. E' chiaro che il controllo e la sorpesa costituiscono anche una delle principali discriminanti nella valutazione di un gioco ed esiste una ragionevole tendenza a considerare più "nobili" o "seri" quelli dove possiamo esercitare maggiore controllo. Una semplificazione che può anche avere delle controindicazioni, perchè spesso "serio" è sinonimo di "noioso" e così diventa piuttosto difficile cercare di rendere popolari questi giochi.
In un certo senso, se il controllo è quello che noi possiamo esercitare sul gioco, la sorpresa è una forma di controllo a rovescio, esercitata dal gioco direttamente su di noi. Non a tutti piace l'idea di non avere nessuna possibilità di intervenire sull'esito di una partita, ma a molti di più risulta noiosa l'idea che l'esito dell'incontro sia in qualche modo deciso in partenza, in base ad una conclamata differenza di abilità. Come spesso capita, è nel mezzo che troviamo il punto di equilibrio più soddisfacente per tutti e questo spiega il successo commerciale di certi giochi come Risiko o i Coloni di Catan. In entrambi esiste un certo livello di sorpresa dato dalla struttura del gioco, ma ciascuno è libero di esercitare un discreto controllo su quello che accade, modificando in modo adeguato la propria strategia di gioco. Alla fine della partita il vincitore avrà tutte le ragioni per sostenere di aver vinto grazie alla sua abilità, ma gli sconfitti potranno, altrettanto lecitamente, prendersela con la malasorte. Questa giustificazione è di fondamentale importanza per il successo di un gioco perchè se è facile convincere chi ha vinto a giocare ancora, gli sconfitti devono invece sentire forte la possibilità di poter avere la loro rivincita accettando l'invito.
Se definire che cosa sia esattamente un gioco è impresa piuttosto difficile, è invece possibile determinare alcuni aspetti che caratterizzano qualsiasi gioco voi facciate. Fra questi ce ne sono due che ricoprono un'importanza direi fondamentale: il controllo e la sorpresa.
Il controllo e la sorpesa, però, costituiscono due elementi del gioco che sono solo apparentemente evidenti. Non sempre, infatti, i giocatori sono in grado di definire con esattezza quale sia l'effettivo controllo che possono esercitare sul gioco e questa cosa si manifesta sia in giochi che hanno une elemento aleatorio molto evidente, sia in giochi apparentemente di pura strategia. E' quello che Salen e Zimmerman nel loro Rules of Play definiscono il "senso della casualità", ovvero la percezione che i gocatori hanno di quello che dovrebbe essere il vero meccanismo del gioco, percezione che non sempre corrisponde con la descrizione "matematica" del gioco stesso.
Riflessioni sul gioco - di Spartaco Albertarelli