Se il gioco è la vostra passione visitate il
Musée Suisse du Jeu
Dopo il Mercante in Fiera ecco un nuovo classico illustrato da Marianna Fulvi e Elena Prette per conto di Editrice Giochi. Si tratta del Gioco dell'Oca, forse uno dei giochi per bambini più conosciutoi e giocato, anche se pochi ne conoscono la storia.

Le origini del Gioco dell'Oca ci portano indietro nel tempo fino al tardo '500 quando le prime copie di questo passatempo vennero realizzate per divertire i nobili delle corti italiane. Naturalmente, si tratta solo di una supposizione perchè come spesso succede in questi casi, non sappiamo con certezza quale sia la data di creazione e ci dobbiamo basare su documenti spesso parziali,  ma ciò di cui possiamo essere sicuri è che non si trattasse affatto di un gioco per bambini. Al contrario, ci troviamo di fronte a un vero e proprio gioco di azzardo con il quale era possibile vincere o perdere piccole fortune.
Non a caso, nel 1734, il Fagiuoli, poeta fiorentino, scrive: Guardate come da due dadi spinti, passano i giocatori secondi i punti, ponti, pozzi, prigioni e labirinti; e quando ad ogni ben si credon giunti, dan nella morte ohimé che via lor porta ogni speranza del restar defunti.

Nel tempo, il gioco dell'Oca perde la sua originaria natura e diventa un semplice e divertente gioco per bambini che si divertono a muovere le loro ochette lungo un percorso di 63 caselle numerate, che ha mantenuto intatto nel tempo non solo la struttura, ma anche lo straordinario fascino iconografico.

Un fascino che si rinnova ad ogni edizione del gioco, oggi interpretato da Elena e Marianna nella plancia di gioco che potete vedere qui a destra.