Se il gioco è la vostra passione visitate il
Musée Suisse du Jeu
KG
STUDIO
Ogni gioco, non importa che sia Monopoli o una partita di calcio, ha le sue regole. Ci sono regole scritte e regole non scritte, ma ce n'è una che sta alla base di tutte le altre e stabilisce una cosa semplice quanto essenziale: le regole del gioco si rispettano.
Sono sempre stato affascinato dal fatto che il gioco, o meglio il giocare, si basi su un principio così semplice che però spesso non vale nella vita quotidiana, nella quale il rispetto delle regole viene spesso percepito come un obbligo o una fastidiosa imposizione. Molti di voi potrebbero lecitamente obiettare che non è proprio così e che anche nel gioco c'è chi le regole non le rispetta. Naturalmente è vero, ma la domanda che ci si dovrebbe porre in questi casi è: nel momento in cui qualcuno non rispetta la regola che dice che le regole vanno rispettate, possiamo dire che stia ancora giocando veramente?
E' chiaro che per poter dare una risposta a questa domanda, ammesso che sia possibile, è necessario fare prima qualche considerazione su quello che intendiamo per gioco ed è proprio questo l'argomento di questa sezione del sito dove pubblicherò una serie di riflessioni in assoluta libertà, senza nessuna pretesa di completezza. Il tema è infatti talmente complesso che solo pochi hanno cercato di affrontarlo in modo sistematico e il mio intento non è certo quello di crivere qualcosa di definitivo sull'argomento, quanto quello di stimolare l'interesse e la curiosità nei confronti di un tema non molto conosciuto, almeno nel nostro Paese.
Molti dei concetti e delle idee che troverete nelle prossime pagine, con particolare riferimento agli aspetti creativi e progettuali, sono frutto di anni di lavoro e di esperienza nel mondo del gioco da tavolo, ma anche di uno studio approfondito degli aspetti teorici che sono alla base di ogni gioco.
E' assolutamente incredibile, infatti, quanto possa essere suggestivamente complesso ciò che sta dietro anche al più semplice dei giochi e quante implicazioni "serie" vi possano essere nel gesto più banale, come può essere il lancio di un dado. Malgrado questo, il gioco viene normalmente considerato come qualcosa di talmente scontato da non meritare alcun genere di approfondimento e quando si parla di mancanza di "cultura del gioco" bisognerebbe in primo luogo capire che quello che manca è, in realtà, il concetto stesso di gioco come qualcosa di potenzialmente culturale.
Riflessioni sul gioco - di Spartaco Albertarelli
Dentro ad ogni gioco si nasconde in realtà un mondo affascinante, fatto di matematica, di psicologia, di sociologia, di arte e, a volte, anche di poesia. Tutte queste cose, messe insieme, sono cultura, ma in pochi se ne accorgono.
Fra questi pochi ci sono sicuramente due autori americani, Katie Salen e Eric Zimmerman, che nel loro libro Rules of play hanno trattato, come forse nessun altro prima, il tema del gioco in modo analiticamente così preciso e scientifico.
Molti degli spunti di riflessione contenuti nelle prossime pagine sono in qualche modo stati ispirati dalla lettura di questo libro oltre che dalla mia personal esperienza.
Ora però è giunto il momento di porsi la prima domanda da un milione: cos'è un gioco?
"Il contrario di gioco non è ciò che è serio, ma ciò che è reale" (Sigmund Freud)