Se il gioco è la vostra passione visitate il
Musée Suisse du Jeu
Nell'awele l'esito della mossa dipende da quale buca viene raggiunta dall'ultimo seme, mentre nel congklack se l'ultimo seme cade in una buca piena il giocatore deve prendere tutti i "semi" che si trovano in questa buca e proseguire la "semina". La cosa può essere ripetuta più volte, fino a che l'ultimo "seme" non cade in una buca vuota. Da un punto di vista strutturale, il congklak è un gioco molto più complesso perchè riuscire a calcolare il movimento dei "semi" è molto difficile, così difficile da risultare quasi impossibile per la maggior parte di noi, con il risultato finale che nella maggior parte dei casi la scelta che faremo non sarà più dettata da un'idea precisa ma da una "sensazione". In pratica, quello che dovrebbe essere un gioco totalmente dipendente dal nostro controllo diventa un gioco "casuale", o quasi.
Come abbiamo visto, il controllo e la sorpresa costituiscono le due caratteristiche principali di ogni gioco e su questi due elementi si può costruire qualsiasi genere di gioco, da quelli totalmente guidati dal caso a quelli nei quali sono i giocatori ad avere il pieno controllo delle proprie azioni e, quindi, dell'esito finale della partita. In realtà, però, le cose non sono così semplici e non è sempre detto che fra quella che dovrebbe essere la struttura del gioco e la percezione che i giocatori ne hanno vi sia una perfetta corrispondenza. Non sempre, infatti, i giocatori percepiscono in modo preciso quale sia l'effettivo livello di controllo che possono esercitare su un gioco.

Il concetto dovrebbe essere facile da comprendere prendendo in esame un gioco apparentemente legato alla "fortuna" come potrebbe essere Risiko. E' chiaro che una buona conoscenza del calcolo delle probabilità consentirà a un giocatore esperto di prendere decisioni strategicamente più corrette rispetto a quelle che può prendere un giocatore inesperto, perchè il giocatore esperto sa perfettamente quante sono le sue probabilità di successo ad ogni lancio di dadi. Il giocatore inesperto continuerà ad attribuire la vittoria del suo avversario a una semplice questione di fortuna e affiderà alle imprecazioni di rito la sua unica reazione senza rendersi conto del fatto che, in realtà, la sua sconfitta è da attribuire a una maggiore "consapevolezza dei numeri" da parte del suo avversario. La differenza principale fra questi due giocatori sta infatti proprio nella diversa percezione della casualità. Uno dei due sa che la fortuna non esiste e che i numeri si "comportano" secondo delle regole che non possono essere "manipolate", ma che possono essere in qualche modo "previste", l'altro invece ritiene che la presenza dei dadi renda il gioco del tutto incontollabile e quindi di pura fortuna. Probabilmente, indipendentemente dalla loro convizione, entrambi converrebbero che se il gioco fosse privo di elementi casuali, le cose sarebbero del tutto diverse. Un'idea sensata, ma che può prevedere delle eccezioni.

Anche in un gioco totalmente privo di qualsiasi elemento casuale quello che conta non è tanto la struttura del gioco in sè, quanto la percezione che ciascuno ha di ciò che accade. Prendiamo come esempio due giochi appartenenti alla famiglia dei "mancala", come l'awele e il congklak (nella foto l'awele è quello più in basso. Si tratta di due giochi di tavoliere che si basano sullo stesso principio. In entrambi i giochi, la mossa prevede di prendere tutti i semi che si trovano in una buca e "seminarli" in senso antiorario.
Riflessioni sul gioco - di Spartaco Albertarelli