Che cos’è Moodboard?

Tante cose. Senza maiuscola (moodboard) è una parola inglese che si può tradurre come tavola di stile (letteralmente, tavola degli umori). È uno strumento usato dai designer e dai pubblicitari per raccontare il carattere e le sfumature di un dato progetto o proposta.
Per noi, ovviamente, Moodboard è un gioco. Ultimo anello di una grande tradizione che ha una serie di antenati illustri: House of Cards degli Eames, le carte di Ideo, le Obliques Strategies di Brian Eno e Peter Schmidt. Ma anche il Mercante in Fiera della nostra infanzia, l’Hanafuda giapponese piuttosto che la Loteria messicana. Da secoli e secoli le carte da gioco sono uno dei medium più sofisticati e immaginifici a disposizione degli ingegni creativi. Dai primi mazzi di carte arrivati a noi dai paesi arabi, gli antichi mazzi regionali italiani fino ad arrivare ai tarocchi, sibille e azzardi di ogni tipo.
 
Del resto, così come i dadi sono la metafora del caos, le carte sono la metafora del destino: Banalmente un mazzo di carte ha memoria delle carte già uscite, mentre i dadi ogni volta azzerano i lanci precedenti, non hanno memoria. Questo è il paradigma da cui si parte. Mettersi alla prova con un mazzo di carte è un gioco ma allo stesso tempo è mettersi alla prova con se stessi. Do you remember Jodorowsky?
Insomma, una confezione con 250 carte stampate fronte e retro che diventano 500 immagini. Con un secondo mazzo pieno di like / cuoricini (una lunga tradizione, ma anche consapevolezza di vivere nel 2022). Immagini che arrivano dalle collezioni di musei importanti, da archivi on-line, comprate a stock, ottenute da amici che nella vita vivono producendo e generando immaginari visivi. Colori, tessiture, frammenti di capolavori di epoche e geografie vicine e lontane. Una collezione speciale.
 
Un grande gioco dalle regole semplicissime, da flettere e modificare a proprio gusto e piacimento. Un gioco che ci interroga su quali sono i nostri immaginari, quali potrebbero essere le nostre cinquecento carte, o quali potrebbero essere eventuali espansioni. Un mazzo sulla moda? O magari sul Mediterraneo piuttosto che sulla geometria…
In ultima istanza, Moodboard è un manifesto di progetto. Un set di attitudini e di attenzioni. La passione per i meccanismi generativi e combinatori. Il predominio delle immagini e delle regole relazionali. Non si tratta dell’immagine X o dell’immagine Y: quello che importa è la possibile relazione che si va a stabilire tra X e Y. Significati aperti, molteplici, cultura alta che si mescola a cultura bassa, bassissima, così infima che a un certo punto fa il giro e si tramuta in sofisticazione assoluta. Del resto, già Freud aveva chiaramente definito il nostro campo d’azione: “Il contrario del gioco non è ciò che serio, bensì ciò che è reale”. Eccoci. Qui siamo noi. Un grande esercizio che parte dal reale per addentrarsi in altri mondi. Brainstorming, brief inaspettati, clienti, committenti, agenzie: una nuova uniforme per le guardie svizzere. Piuttosto che la visual identity per il nuovo parco a tema su Dracula in Transilvania. Pronti? Via!
 
Tanti cuoricini, tante le possibili idee. Aperti a nuove regole che ci arriveranno dalla community dei giocatori. Infatti, Moodboard è anche una community on-line: è un viaggio appena iniziato, aspettiamo anche voi!
 
Stefano Mirti

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